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Il diradarsi dell'oscurità. Volume 2: 1942-1943. Retro di copertina
Il diradarsi dell'oscurità
Il Trentino, i trentini nella seconda guerra mondiale
Volume 2. 1942-1943
EgonRovereto (TN) 2010
ISBN:
9788896215265

 È in tutte le librerie anche il secondo dei tre volumi di cui si compone l'opera "Il diradarsi dell'oscurità. Il Trentino, i trentini nella seconda guerra mondiale" frutto della nuova stagione di ricerca del Laboratorio di storia di Rovereto ed edito da Egon. Il tomo, di complessive 445 pagine, è dedicato agli anni 1942 e 1943.

Sono gli anni dell'Armir, l'Armata italiana in Russia, spedita al massacro da Mussolini nella terra dei Soviet a fianco delle divisioni dei Reich. Decine di fotografie, molte delle quali sono raccolte in straordinari album personali mai visti prima, raccontano le tappe di quella folle avventura dalla quale oltre la metà dei 230 mila soldati italiani non hanno mi fatto ritorno.

Il 1943 è anche l'anno in cui la guerra, che in principio era parsa lontana, piomba con tutto il suo carico di distruzione e di morte anche sulle nostre valli. Il 2 settembre Trento vive una delle pagine più terribili della sua storia recente. Sulla città piovono a tonnellate le bombe sganciate dalle fortezze volanti anglo-americane e il bilancio è impressionante: 200 morti, decine e decine di feriti, grandissime distruzioni. E questo non sarà l'unico bombardamento che subiranno il capoluogo, Rovereto e tanti centri del Trentino, dove ci saranno altri morti e altre distruzioni.

Il 1943 è anche l'anno dell'Alpenvorland. L'anno in cui il Trentino diventa provincia di Reich e lo rimarrà fino al termine del conflitto.

Così come è stato per il primo libro, anche in questo secondo volume alle immagini si accompagnano pagine di diario e lettere. E, così come è stato per il primo volume, dal racconto fatto di immagini emergono le figure di decine di uomini e di donne che di quegli anni tremendi sono stati protagonisti, ma che la memoria aveva dimenticato. Scorrendo un indice ricchissimo, e solo per fare qualche esempio, troviamo la storia di Marcello Pilati, ucciso in Russia da un italiano poi condannato all'ergastolo. O quella di Fausto Fabbri che, anche lui dalla Russia, scrive una commovente letterina al figlio che non ha visto nascere e che non conoscerà mai. Troviamo storie di ebrei perseguitati anche in Trentino e storie di trentini finiti nei lager nazisti dopo l'8 settembre. E troviamo anche la storia di Chiara Lubich che, proprio in quel tragico 1943, fonda a Trento il Movimento dei Focolarini.